L’apertura della rampa di via Venezia

Quando, nel 1901, a seguito dell’accordo tra il Comune e la famiglia Starita, si aprì la rampa di ascesa e collegamento con la attuale Via Venezia, furono eseguiti importanti lavori di scavo al piede del prospetto orientale del Palazzo. Lo scavo, mise in luce una situazione di evidente precarietà delle strutture murarie inferiori e interessò i vani preesistenti sottostanti la muraglia di via Venezia, che furono parzialmente demoliti e interrati e compensati con la cessione da parte del Comune a favore della famiglia Starita dell’area antistante l’ingresso su piazza del Ferrarese.

Lavori di abbassamento della sede stradale (1902)

Oltre al già previsto sacrificio di due ambienti interrati, bisognò provvedere anche a sottomurare o confinare la parte basamentale della muratura sino allo spigolo con Piazza Ferrarese. Tale intervento è attestato dalla rimpellatura oggi esistente realizzata in muratura di pietra leggermente scarpata. I vani interrati sottostanti l’antica muraglia, furono semplicemente tompagnati nei loro archi di scarico già presenti, e nessun particolare intervento di rinforzo fu eseguito in tale zona.

Analogamente, all’angolo prima dello slargo antistante la palazzina Palmieri, si provvide a creare un avancorpo con rampa in pietra per garantire la conservazione d’uso dell’accesso originario del Palazzo anche dalla via delle mura. I due ambienti interrati, oggi accessibili dal cortile interno e addirittura a questo anche leggermente sottoposti, rappresentano quindi una evidente preesistenza rispetto alla facies settecentesca del palazzo.

Il cantiere per la sistemazione della rampa
Stampa antica estratta da una pubblicazione del 1888
Veduta sui giardini Margherita (1902 circa)

Una ulteriore fotografia del 1913, mostra in lontananza il cantiere durante la demolizione delle preesistenti palazzine. Da tale foto si ricava una ulteriore importante indicazione circa il reale sviluppo della facciata di Palazzo Starita. Si nota infatti come la demolizione della vecchia costruzione scopra e renda visibile l’originario cornicione del palazzo rimasto occultato dall’ingombro della preesistente palazzina. Di tale circostanza se ne ha conferma dalla presenza dell’ultima finestra trasformata a tutt’oggi in un armadio a muro nel rispettivo vano a secondo piano.

Il fianco meridionale del loggiato (1913 circa)
Particolare: si noti la prosecuzione del cornicione e l’ulteriore finestra

COBAR S.P.A. – Consolidamento statico e restauro architettonico dell’immobile denominato “Palazzo Starita”, di proprietà di Fondazione Puglia, sito in Bari – Progetto esecutivo – Elaborato di sintesi

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