Palazzo del Sedile • Origini storiche

La sede delle attività ufficiali dell’Universitas Civium (1466-1804)

Il Palazzo fu costruito intorno al XV secolo e ha rappresentato lo snodo centrale della vita politica e commerciale della città per oltre tre secoli. Esso deve il suo nome alla funzione che anticamente assolveva, in quanto sede delle riunioni dell’“Università”.

Il Sedile in un disegno del ‘600.
All’epoca, l’edificio presentava un solo piano fuori terra

Prima dell’Unità d’Italia (1861), il Sedile o Seggio era, infatti, il luogo ove si svolgevano le adunanze degli Organi Ufficiali dell’Universitas Civium, ovvero “unione di tutti i cittadini”(Università o, dopo la Rivoluzione Francese, la Comune e, quindi, il Comune) e variava a seconda della disponibilità di spazio.

Le Universitates, definite anche “Università”, o “Università del Regno”, erano i comuni dell’Italia Meridionale, sorti già sotto la dominazione longobarda e successivamente infeudati con le conquiste dei Normanni. Le Università, nate sotto il Regno di Carlo I d’Angiò, I Re di Napoli, sopravvissero sino all’abolizione del Feudalesimo, avvenuta nel 1806, da parte di Giuseppe Bonaparte.

Il Sedile era quello che oggi è la sala consiliare o, in senso largo, l’attuale Municipio (Palazzo Civico). Organi ufficiali dell’Università erano il Parlamento – ovvero l’assemblea popolare – il Reggimento, formato dai Sindaci e un numero variabile di Eletti (attuale Consiglio Comunale e Giunta).

Il 1466 è l’anno in cui si trova la prima notizia relativa alla presenza di una sede municipale a Bari. Infatti, secondo le notizie riportate in un documento a firma del Notaio Giovanni de Lutiis, citato dallo storico Giulio Petroni, in Piazza Mercantile si riporta l’esistenza di un Theatrum (luogo di riunioni), dove gli amministratori comunali si riunivano. Storicamente, all’interno del Sedile, ad esempio, si svolse un’adunanza del Comune di Bari in cui i decuironi incaricarono due emissari di recarsi a Milano per ottenere, da parte del Duca Sforza, al quale la città di Bari era stata di recente donata dal Re Ferrante D’Aragona (X Re di Napoli 1458-1494), la conferma dei preesistenti privilegi.

Nel Palazzo risiedeva la Cancelleria comunale e si sbrigavano le faccende pubbliche: i Sindaci nelle ore del mattino e il Mastro Giurato, responsabile dell’ordine pubblico, nelle ore pomeridiane.

Ivi si riuniva anche il Parlamento cittadino, organo ufficiale dell’Università – ovvero l’assemblea popolare – si riuniva, convocato con il suono della campana della Cattedrale e per mezzo del pubblico banditore.

Nel 1601 si verificò una grave sciagura originata da un incendio sviluppatosi in piazza Mercantile. Il fuoco divampò anche sul Palazzo dell’Università e sul vicino Arsenale, dove si custodiva la polvere da sparo e le armi per la difesa della città.

Per tale motivo, alcuni barili esplosero con tanta violenza da far crollare molti edifici, compresa la casa Comunale e provocando la morte di oltre 60 persone. Ma il Palazzo Municipale fu in breve tempo ricostruito, insieme alla muraglia e al deposito delle polveri.

Nel 1604 fu eretto un piccolo campanile in stile normanno, sulla sommità del Palazzo, tuttora presente con il suo Orologio. Tale manufatto era arrivato dalla Germania e – incredibilmente – suonava l’ora e i quarti, con grande utilità dei negozianti.

Nella sala riunioni del Sedile era affisso un antico quadro di San Nicola e vi erano, anche, tre dipinti, con altrettanti stemmi: quello reale, quello della città di Bari e quello della Provincia barese.

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